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La storia dello zoo del Bronx sotto i riflettori: scopri il passato ruggente dello zoo

Essendo uno degli zoo metropolitani più antichi e più grandi del mondo, vanta una ricca storia che affonda le sue radici in iniziative pionieristiche volte a proteggere le specie in via di estinzione, migliorare la cura degli animali e sensibilizzare il pubblico sul mondo naturale. Unisciti a noi in questo viaggio nel tempo per scoprire la ricca storia che ha reso lo Zoo del Bronx un punto di riferimento mondiale nella conservazione e nell'educazione.

Da un’idea a un rifugio per la fauna selvatica: una cronologia

  • 1895: Viene fondata la New York Zoological Society (oggi WCS) con l'obiettivo di promuovere la conservazione della fauna selvatica e l'educazione in materia.
  • 1899: Lo zoo del Bronx apre i battenti con 843 animali e stabilisce nuovi standard nella progettazione di allestimenti naturalistici.
  • 1903: Lo zoo contribuisce alla fondazione dell'American Bison Society, svolgendo un ruolo fondamentale nel salvare i bisonti dall'estinzione.
  • 1940s–50s: Diventa un punto di riferimento nell'allevamento di specie in via di estinzione e nel progresso della scienza zoologica.
  • 1972: L'organizzazione amplia i propri sforzi a livello globale per la conservazione della natura attraverso Wildlife Conservation International.
  • 1999: Si inaugura la mostra “Congo Gorilla Forest”, che unisce un design coinvolgente al sostegno in tempo reale alle iniziative di conservazione.
  • 2003: I punti salienti della mostra “Madagascar!” sono la fauna selvatica rara e in via di estinzione dell’isola.
  • 2012: Lo zoo adotta pratiche ecocompatibili, tra cui l'energia solare e la progettazione paesaggistica sostenibile.
  • 2020–2022: Durante la pandemia sono stati lanciati "Virtual Wild Encounters" e i programmi di apprendimento digitale.

La storia dello zoo del Bronx

Le origini e i primi interventi di conservazione (1895–anni ’30)

Lo zoo del Bronx nasce dal movimento ambientalista della fine del XIX secolo. Nel 1895 è stata fondata la New York Zoological Society, oggi nota come Wildlife Conservation Society (WCS), con l'obiettivo di promuovere la ricerca zoologica, l'educazione del pubblico e la conservazione della fauna selvatica.

Lo zoo ha aperto ufficialmente nel 1899, con 843 animali distribuiti in 22 recinti. Grazie al sostegno del presidente Theodore Roosevelt, lo zoo ha allevato dei bisonti e li ha reintrodotti con successo nelle aree protette degli Stati Uniti occidentali.

Progressi scientifici e crescente impatto globale (anni ’40–’70)

A metà del XX secolo, lo zoo del Bronx è diventato un centro di ricerca scientifica e di allevamento di specie in via di estinzione. Si è guadagnata il riconoscimento internazionale per il suo lavoro con specie come l’orice arabo, il leopardo delle nevi e il gaviale indiano.

Lo zoo si è trasformato da semplice struttura espositiva a centro nevralgico per la ricerca sul campo e la tutela della fauna selvatica. Nel 1972, l'organizzazione madre ha fondato Wildlife Conservation International, segnando così un impegno ufficiale a proteggere gli habitat della fauna selvatica in tutto il mondo.

Mostre innovative e tutela dell'ambiente (anni '80–'10)

A partire dagli anni ’80, lo zoo del Bronx ha rivoluzionato la progettazione degli spazi espositivi e l’educazione ambientale. Nel 1999 ha inaugurato la Congo Gorilla Forest, un habitat immersivo nella foresta pluviale che univa ambienti lussureggianti a elementi interattivi e sosteneva le iniziative di conservazione in Africa centrale.

Sulla scia di questo successo, nel 2003 è stata inaugurata la mostra “Madagascar!”, dedicata alle specie uniche e in via di estinzione dell’isola. A partire dagli anni 2010, lo zoo ha adottato iniziative di sostenibilità come l'energia solare, il compostaggio e la progettazione di spazi verdi ecocompatibili.

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Reintroduzione dell'iguana blu e superamento delle difficoltà (2011–2023)

Lo zoo del Bronx e i suoi partner hanno avviato il programma di reintroduzione dell’iguana blu, specie in grave pericolo di estinzione, nel suo habitat naturale sull’isola di Grand Cayman. Nel 2018, il programma aveva già liberato la sua millesima iguana blu.

Nel 2019, in occasione del suo 120° anniversario, lo zoo del Bronx si è affermato come simbolo dei progressi compiuti nella conservazione della natura. La pandemia di COVID-19 del 2020 ha posto sfide significative, spingendo lo zoo a innovare con i “Virtual Wild Encounters” e le dirette streaming didattiche per coinvolgere il pubblico a distanza.

Lo zoo del Bronx oggi

bronx zoo

Oggi lo zoo del Bronx ospita oltre 11.000 animali appartenenti a più di 700 specie e continua a essere all’avanguardia nella conservazione, nell’educazione e nell’innovazione sostenibile, unendo la tecnologia alle iniziative di coinvolgimento della comunità per ispirare le generazioni future.

Lo zoo continua a essere gestito dalla WCS, che porta avanti programmi sul campo in quasi 60 Paesi. I proventi dell’accesso, gli acquisti nei negozi e le esperienze Premium contribuiscono a importanti iniziative di conservazione, sia all’interno del parco che in natura.

Domande frequenti su

All’inizio si chiamava New York Zoological Park e solo decenni dopo la popolarità ha portato alla denominazione Bronx Zoo.